I DPCM del 8 marzo 2020 e del DPCM del 9 marzo 2020

I DPCM del 8 marzo 2020 e del DPCM del 9 marzo 2020 definiscono misure urgenti di contenimento del contagio e di contrasto del diffondersi del virus COVID-19. Si evidenzia che anche agli stranieri, una volta entrati sul territorio nazionale, si applicheranno le misure ivi contenute restrittive della libertà di movimento sull’intero territorio nazionale “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.

In merito alla gestione delle domande di visto Schengen, si rende noto quanto segue.

A) PRATICHE NON ANCORA CONCLUSE CON LA STAMPA DELLO STICKER VISTO

Per quanto concerne le pratiche non ancora concluse con la stampa dello sticker visto, si prospetta la possibilità di riprogrammare il viaggio nel corso del prossimo semestre. A tal fine, i richiedenti dovranno inviare all’Ambasciata un nuovo itinerario di viaggio per le nuove date previste, e fornire prova che il passaporto non presenti timbri di ingresso/uscita in area Schengen nel periodo di validità del visto da sostituire. I richiedenti che intendono invece rinunciare al viaggio, potranno ritirare la propria domanda di visto di attuazione dell’art. 23 del Codice Comunitario dei Visti senza che ciò comporti un diniego per il richiedente.

B) PRATICHE GIA’ CONCLUSE CON LA STAMPA DELLO STICKER VISTO

L’Ambasciata d’Italia potrà valutare la possibilità di emettere nuovi visti Schengen di corto soggiorno in sostituzione di quelli emessi con validità a decorrere dal 1 febbraio al 30 giugno 2020 e non utilizzati. La misura potrà essere applicata a condizione che i beneficiari di visto dimostrino di aver posticipato- e non annullato- viaggi già prenotati. Ove ne ricorrano le condizioni, l’Ambasciata valuterà la possibilità di concedere un visto di ingressi multipli di più ampia durata, fino a un anno.